La vacanza in Croazia

Anche quest’anno siamo andati in vacanza in Croazia.

L’anno scorso, per motivi economici, abbiamo saltata le ferie a piè pari. Farlo anche quest’anno sarebbe stato deleterio per il fisico, nonostante rimangano attuali gli stessi motivi economici dell’anno scorso. Quindi, per l’ennesima volta, abbiamo scelto di passare qualche giorno in Croazia.

È vero, come dicono molti, che la Croazia non è più economica come una volta, ma basta evitare le località più rinomate per trovare posti bellissimi, dove il costo della vita è più che accettabile. Noi ci siamo campeggiati a 12 euro a notte, vicino a Sibenico, in un campeggio con la tenda a 2 metri dagli scogli e il mare. Qualche konoba fuori mano, ci ha permesso di fare delle mangiatone a massimo 15 euro a testa (mangiatone, ripeto). Il mare pulitissimo, il tempo bello, l’atmosfera rilassante.

Insomma, la Croazia resta la mia metà preferita per le vacanze da piano “B”.

PS> l’unica cosa cara è “Vodafone”: 2 chiamate a cui non ho risposto, mi sono costate 3 euro l’una!!!

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Maledetti uffici pubblici

Quante volte abbiamo imprecato contro gli uffici pubblici e soprattutto contro i dipendenti pubblici, tanto che ormai è diventato un luogo comune?

Purtroppo, però, ogni tanto ci si azzecca e oggi mi sono particolarmente incazzato. Ora che mi sono trasferito sono andato all’ufficio anagrafe per chiedere di spostare la residenza. Ho atteso un quarto d’ora, prima che qualcuno si degnasse a presentarsi (con un “anda” da bradipo) allo sportello. Tralasciando i 5 minuti persi solo per chiedermi cosa desideravo (perché l’”anda” è quella del bradipo), chiedo di spostare la residenza da solo e non per tutto il nucleo familiare: io ho urgente bisogno di spostare la residenza per avere le tariffe agevolate sulle bollette, mia moglie invece preferisce spostarla fra qualche giorno per problemi di altre carte
burocratiche. Sarà una cosa strana, ma è un diritto chiedere di spostare la residenza singolarmente. Beh, l’impiegato si è rifiutato di farlo, sostenendo che poi avrebbero dovuto uscire 2 volte a controllare (e quindi togliere a qualcuno la possibilità di farsi la ventesima pausa della giornata?), che loro fanno 15000 pratiche all’anno e non possono stare dietro a tutti, che non capisce perché deve lavorare doppio, etc. etc.

Dico, è un mio diritto spostarmi la residenza autonomamente? “Si, ma da protocollo noi non perdiamo tempo in queste cose”. Ma che risposta è? Si può fare, o non si può fare? Ho i miei diritti, si o no? E l’ufficio comunale è o non è l’ultimo dei posti in cui uno dovrebbe vedere negati i propri diritti?

Beh, dico la verità, non è un grosso problema: pazienza per il giro in macchina a vuoto e il paio di orette perse,
ma queste piccole cose mi fanno incazzare come una iena. Anche perché poi, il vecchietto che esce incazzato dall’ufficio comunale urlando “ga rasòn Berlusconi, si tutti comunisti che no ga voja de fare un casso!” non lo convinci mica che non è vero.

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vedere il 6 nazioni su internet

Sono un appassionato di Rugby, lo ammetto. Che male c’è?

Le partite che più mi interessa vedere sono quelle del 6 nazioni (torneo attualmente in corso) e non solo quelle dell’Italia, anzi (chi si è perso Galles-Scozia?). Purtroppo come molti sanno, quest’anno il 6 nazioni è visibile in Italia solo per chi ha Sky, mentre su La7 in chiaro si può vedere solo la partita dell’Italia e solo in differita.

Mentre vedere la partita in differita non è un grosso problema per me, vedere solo la partita dell’Italia lo è, perché non sono certo queste partite quelle più belle per un appassionato di rugby.

Di abbonarsi a Sky non se ne parla: mi interessa solo il 6 nazioni del loro palinsesto, ma anche se mi interessasse altro, spendere almeno 500 euro l’anno (oltre agli obbligatori 109 euro del canone rai) è completamente fuori dalla mia portata. So che chi ha la parabola puntata su altri satelliti può cercare altri canali (tutte le altre 5 nazioni del torneo trasmettono in chiaro tutte le partite!!!), ma non posso nemmeno mettere fuori una pianta in terrazzo, figuriamoci una parabola.

Ho cercato un modo, quindi, di vedere online le partite del 6 nazioni. Personalmente non mi interessa vederle gratis di sfrodo in quadrattini miseri 300×200 usando qualche sistema di dubbia legalità, anzi sono prontamente disposto a pagare una cifra onesta per vederle con una qualità decente. L’inglese, per me, non è un problema.

Il modo che ho trovato è vedere le partite sulla BBC usando iplayer, dove vengono trasmesse tutte e con una buona qualità paragonabile a quella di una normale televisione. La BBC, però, permette di vedere i contenuti che mette a disposizione con iplayer solo se si sta usando un computer in UK.

Un modo perfettamente legale per ovviare a questo problema è di usufruire di un servizio di proxy con un IP in UK; ce ne sono molti a disposizione, pagando cifre abbastanza ridicole. Io per esempio mi sono affidato a tellyport che con meno di 3 euro al mese mi ha dato l’accesso ai contenuti di iplayer; considerando che posso recidere il contratto quando voglio e che il 6 nazioni dura un mese, dovrei cavarmela con 3 euro per poter vedere tutte le partite in diretta su BBC One, oltre poi alla possibilità di vederle successivamente quando voglio o anche di scaricarle.

Update – 2 Febbraio 2011: tellyport è un servizio non più attivo. Basta comunque usare Google per trovare facilmente qualche altro proxy UK che offra lo stesso servizio.

Tra l’altro il servizio offerto dalla BCC è splendido, con riprese ottime e puntuali, alla stregua di quelle di Sky. L’unico neo è che vedere le partite in diretta è difficile senza interruzioni, dato che il server viene sovraccaricato di richieste. Nessun problema di fluidità nelle differite invece, che di solito sono a disposizione poco dopo la diretta.

Questo al momento la soluzione migliore che ho trovato per vedere online il 6 nazioni, senza abbonarsi onerosamente a Sky. Se qualcuno ha qualche metodo migliore, accetto suggerimenti.

Sia chiaro che il metodo migliore, comunque, resta e resterà sempre gustarsi la partita in un pub in compagnia di tanti amici e di una buona birra!

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La più grande collezione di bottiglie di birra da tutto il mondo

È online il nuovo sito della più grande collezione di bottiglie di birra da tutto il mondo, che io conosca.

È la collezione di ale che le tiene tutte a casa sua, ma attraverso questo sito – a cui ho contribuito per la parte software – si può “visitare” virtualmente ogni bottiglia: si può vederne la foto, scoprire chi la produce, qual è il suo gusto e altro ancora.

Il sito è ovviamente scritto in Ruby On Rails e sono particolarmente soddisfatto del filtro e della ricerca sulla lista delle birre.

Contiamo di espanderlo sempre di più, per contenere sia più funzioni, sia quante più informazioni possibili sulle bottiglie di birra della collezione, oltre che sulla birra stessa: nella raccolta di bottiglie, infatti, nessuno nega che la soddisfazione più grande è svuotarle del loro contenuto, percui la birra ha un ruolo di primo piano.

Se qualcuno vuole contribuire, poi, non credo che ale si offenda: contattatelo e contribuite!

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AcegasAps è ferma al medioevo

Da un paio di giorni sto tentanto una cosa che in teoria doveva essere semplice: attivare un nuovo contratto di fornitura acqua a mio nome, in un appartamento dove prima risiedeva un altro inquilino. Questa operazione si chiama “subentro” e non dovrebbe consistere in particolari problemi.

Purtroppo ho scoperto che AcegasAps, l’azienda fornitrice del servizio idrico a Padova, non permette di fare questa semplice operazione online. Il sito che hanno è bello, ma per nulla informativo, oltre a non fornire alcun servizio online.

L’operazione in questione non si può fare nemmeno al call-center, dove il personale è molto gentile, ma di nessuna utilità.

Allora tocca andare di persona presso l’ufficio preposto, sperando di perdere solo mezz’ora (senza contare i tempi morti per raggiungere il posto). Ma qui si scopre, con rammarico, che gli sportelli sono pochi e lentissimi nel svolgere le loro funzioni.

Oggi, per esempio, io sono arrivato e c’erano – stando al numero che ho preso – 47 persone davanti a me.

In un ora e mezza che sono stato lì, sono riusciti a fare solo 12 persone, grazie al fatto che 6 non erano più presenti (probabilmente, come me, se ne erano andate stufe di aspettare). Quindi sono riusciti a servire una media di 1 persona ogni 15 minuti, con 3 sportelli aperti; circa 45 minuti a persona per sportello.

Complimenti AcegasAps … mentre tutti gli altri, per esempio Enel, per operazioni così semplici basta usare internet o una semplice telefonata, AcegasAps si è sentita in obbligo di offrire cotanto disservizio. E che non parliamo della quantità di carte che richiedono.

Direte voi, ma così c’è una persona che segue la pratica e c’è meno possibilità di sbagliare o commettere errori; ma quando mai? La stragrande maggioranza della gente (imbufalita) che ho visto oggi, era li’ proprio per disguidi di ogni sorte e genere.

AcegasAps, voto: 2

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Uno bianca e trame nere

Qualunque italiano sa di vivere in un paese il cui recente passato è dipinto se non di nero, almeno di un blu scuro: gli “anni di piombo” sono stati un periodo terribile per il nostro paese. Le stragi, sono sempre coperte da un velo impenetrabile di mistero, fatto di depistaggi, false testimonianze, servizi segreti, errori più o meno voluti, etc.

La vicenda della Uno bianca, la banda costituita dai fratelli Savi, che tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90, in un arco di 7 anni, sconvolge l’area bolognese, rientra perfettamente nell’Italia delle trame nere.

È una vicenda che già di per sé risulta difficile capire: come si può infatti comprendere, con la logica, l’uccisione di così tante persone e il terrore che si diffonde in quegli anni? In più, la Uno bianca, sembra calzare a pennello tra i misteri d’Italia e contribuisce a diffonderne l’aurea di impenetrabilità.

Nel bellissimo libro “Uno bianca e trame nere”, Antonella Beccaria, riprende in mano tutti gli avvenimenti di quegli anni e non solo e cerca di capirne le ragioni profonde, non dimenticando in che Italia vivevamo (viviamo?) e che proprio in quegli anni si scopre Gladio.


unobiancaetramenere

I fatti legati alla Uno bianca, per anni non sono stati collegati tra di loro come era naturale che fosse e le indagini sono sempre state confusionarie e deviate. Alla fine si è arrivati alla cattura dei fratelli Savi e di altri 3 componenti della banda, ma quasi anestetizzati dal fatto di aver eliminato il motivo principale del terrore che aveva attanagliato l’Emilia Romagna e dintorni, il tutto è filato via senza che nessuno approfondisse il perché dei depistaggi o si cercasse gli autori degli stessi; come se questo fosse causa di ancor più terrore per alcuni.

Il libro di Antonella Beccaria è indispensabile per capire quella vicenda perché dettaglia i fatti, li descrive in modo approfondito, senza mai devianze o senza mai cadere nella dietrologia, semplicemente facendo quello che ogni buon giornalista dovrebbe fare: chiedersi il perché delle cose, di tutte le cose. E se il “perché” te lo dice qualcuno, usare la logica e i fatti, per verificarne la veridicità. Semplice, ma efficace.

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