Archive for category Varie

Uno bianca e trame nere

Qualunque italiano sa di vivere in un paese il cui recente passato è dipinto se non di nero, almeno di un blu scuro: gli “anni di piombo” sono stati un periodo terribile per il nostro paese. Le stragi, sono sempre coperte da un velo impenetrabile di mistero, fatto di depistaggi, false testimonianze, servizi segreti, errori più o meno voluti, etc.

La vicenda della Uno bianca, la banda costituita dai fratelli Savi, che tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90, in un arco di 7 anni, sconvolge l’area bolognese, rientra perfettamente nell’Italia delle trame nere.

È una vicenda che già di per sé risulta difficile capire: come si può infatti comprendere, con la logica, l’uccisione di così tante persone e il terrore che si diffonde in quegli anni? In più, la Uno bianca, sembra calzare a pennello tra i misteri d’Italia e contribuisce a diffonderne l’aurea di impenetrabilità.

Nel bellissimo libro “Uno bianca e trame nere”, Antonella Beccaria, riprende in mano tutti gli avvenimenti di quegli anni e non solo e cerca di capirne le ragioni profonde, non dimenticando in che Italia vivevamo (viviamo?) e che proprio in quegli anni si scopre Gladio.


unobiancaetramenere

I fatti legati alla Uno bianca, per anni non sono stati collegati tra di loro come era naturale che fosse e le indagini sono sempre state confusionarie e deviate. Alla fine si è arrivati alla cattura dei fratelli Savi e di altri 3 componenti della banda, ma quasi anestetizzati dal fatto di aver eliminato il motivo principale del terrore che aveva attanagliato l’Emilia Romagna e dintorni, il tutto è filato via senza che nessuno approfondisse il perché dei depistaggi o si cercasse gli autori degli stessi; come se questo fosse causa di ancor più terrore per alcuni.

Il libro di Antonella Beccaria è indispensabile per capire quella vicenda perché dettaglia i fatti, li descrive in modo approfondito, senza mai devianze o senza mai cadere nella dietrologia, semplicemente facendo quello che ogni buon giornalista dovrebbe fare: chiedersi il perché delle cose, di tutte le cose. E se il “perché” te lo dice qualcuno, usare la logica e i fatti, per verificarne la veridicità. Semplice, ma efficace.

,

No Comments

Perché il calcio …

… viene sempre prima, come notizia, di quando vinciamo una medaglia d’oro ai mondiali di fioretto, anche se la notizia riguarda una insignificante partita amichevole dell’under 17. Le ragazze del volley vincono l’europeo surclassando qualsiasi squadra avversaria, ma prima bisogna dare la notizia di come il CT della nazionale di calcio Lippi abbia risposto a una domanda su Cassano di un giornalista.

Insomma, perché il calcio viene sempre prima? È così importante? È veramente così seguito?

A me ha stufato da almeno quindici anni, ma non ha ancora stufato gli altri?

,

No Comments

Ristrutturare casa con software libero

Mi ritrovo in questo periodo a dover ristrutturare in parte casa, che ha ormai i suoi quarant’anni
e quindi certe cose non si possono più procrastinare.

Ho provato a cercare di utilizzare un software per definire un progetto di massima, che possa
coinvolgere anche lo spostamento di qualche muro e/o la disposizione dei mobili, magari con il rendering
di come verrebbe finito.

Ho giocato un po’ con blender, per il quale ho trovato
anche dei fantastici tutorial di un pazzoide
che si è disegnato completamente la casa e poi l’ha anche realizzata. A vedere i video, la cosa
fa impressione.

Blender è fantastico, molto potente, il massimo che si possa avere. Non è certo facile da utilizzare
e ha una curva di apprendimento piuttosto difficile da scalare.

Per chi come me, aveva bisogno di qualcosa di molto più semplice, c’è il divertente
Sweet Home 3D, scritto in Java (si può
provare anche via web). Non fa cose straordinarie, ha notevoli limiti, in primis non gestisce
case da più piani (e non è il mio caso)*. Ma è usabile da subito, da una visione 3D del
tutto e permette di fare un rendering del risultato finale, senza tanti fronzoli.

Lo definirei estremamente divertente :-) .

* Si noti nella frase in questione, il trittico “cose”, “case”, “caso”.
Sono sempre andato male in italiano.

1 Comment

Cassa integrazione

Ultimamente non ho scritto niente sul blog perché mentalmente e fisicamente impegnato dall’ultima esperienza lavorativa. Si, perché, dopo averle provate un po’ tutte sul lavoro, non ho potuto (voluto?) evitare di provare anche la cassa integrazione.

Da un paio di mesi, infatti, nell’azienda in cui lavoro si parla di cassa integrazione e da circa un mese è diventata effettiva, dopo varie discussioni, intervento dei sindacati, riunioni plenarie, voci di corridoio, proteste, etc.

Tralascio di raccontare la “tragedia” di questa situazione, che nel mio caso non è certo così grave (penso invece a chi è in cassa integrazione al 100% di ore, ha un mutuo e dei figli …) e che comunque sta già dando segni di miglioramento.

Per il momento, volevo solo aggiornare il blog …

No Comments

Aderisco!

Aderisco anche quest’anno alla campagna di m’illumino di meno, l’iniziativa per il risparmio energetico promossa dalla mitica tramissione Caterpillar di Radio Due.

Aderite anche voi!

, ,

1 Comment

Rugby

Sabato 8 Novembre, andrò a vedere dal vivo per la prima volta, la nazionale italiana di Rugby giocare contro l’Australia.

Difficile dire, o meglio, spiegare perché mi piace il rugby: ci sono tanti motivi e la maggior parte di questi, non sono questioni pratiche facilmente elencabili. E` lo spirito.

Sul sito del “Rugby Vallecamonica” c’è una bellissima descrizione di cosa è e cosa significa lo spirito del rugby:


La leggenda, il mito, vuole che il rugby sia nato per via di un gesto di rottura: si dice fosse il 1832 quando William Webb Ellis “raccolse la palla e si mise a correre” mentre giocava a calcio alla Rugby School. Come detto siamo tra il mito e la realtà ma ad ogni modo ancora oggi il trofeo della Coppa del mondo di Rugby è dedicato a Webb Ellis e una placca alla “Rugby School” commemora il suo gesto. Ellis fu ciò che oggi definiamo uno spirito libero, un ragazzo che voleva andare oltre le regole stuccose e ricercare la “verità” nella bellezza di un gesto puro. Lui prese semplicemente la palla e si mise a correre verso la meta. Anche la meta, si chiama appunto meta, cosa c’è di più bello?… un nome che non lascia spazio ad interpretazioni, non è goal o canestro, non è un punto definito alla fine del campo ma è la fine del campo e a dire il vero è oltre la fine, la palla va portata oltre la linea di meta. Anche questo è un bel simbolo, la fine, la meta non la si raggiunge mai e basta vedere una partita per capire come il giocatore che arriva a schiacciare la palla in realtà vorrebbe continuare a correre e non fermarsi mai, lasciandosi tutti dietro. E’ questo che a noi piace, la verità e la purezza degli intenti. La bellezza salverà il mondo, e per noi un bel gesto vale ancor più di tante belle parole. Vogliamo guardare il mondo con l’ovale nel cuore, con lo sguardo fermo, senza timore e con la certezza che questo mondo può migliorare. Basta mirare dritti alla meta e andare oltre senza fermarsi mai, senza paura. Alla fine i giusti vincono e chi è in errore cade, nessuno dovrebbe mai temere la verità.

No Comments