Archive for category Ubuntu

xen: no space left on device (invece no)

Sono un utilizzatore soddisfatto di macchine virtuali Xen. Uso la parola “utilizzatore”, per precisare che più di usarlo non faccio: non sono un esperto di virtualizzazione.

Così l’altro giorno quando mi sono imbattuto in un problema di “no space left on device” sulla macchina virtuale, non sapevo dove sbattere la testa.

Ovviamente df confermava che sulla macchina virtuale c’erano gigabyte di spazio libero, percui ho pensato a un problema legato a Xen.

Cercando con google ho scoperto che è un baco noto, con una soluzione nota:
sostanzialmente xenstore si incarta, e quello che si deve fare è – dopo aver fermato xen – cancellare il file /var/lib/xenstored/tdb, in modo che venga riscritto da xen alla ripartenza.

Ecco, a me questa soluzione non è stata sufficiente, anzi non ha risolto nulla.

Ho perso diverso tempo nel tentativo di capire cosa non funzionava, finché non mi sono accorto che mentre riuscivo a creare un file di certe dimensioni sulla macchina virtuale, non riuscivo a fare un svn update, che ottenevo il fatidico “no space left on device”.

Alché mi è venuto un dubbio e facendo un df -i, mi sono accorto che non avevo finito lo spazio sul disco virtuale, bensì gli inode.

Mannaggia o’ capitone!

Il fatto di stare su una macchina virtuale, mi aveva fatto pensare che l’errore fosse di Xen, invece non era così.

Come ho risolto?

Ho “ingrandito” l’immagine usata da Xen con:


dd if=/dev/zero of=tmpfile bs=1024 count=30000000

Dove 30000000 sono il numero di megabyte (bs=1024) che voglio aggiungere.


cat tmpfile >> disk.img


resize2fs -f disk.img

E voilà, ora la macchina virtuale è pronta per partire con 30Gb in più e qualche inode in più.

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Pacchetto Debian per target su host

Uso il blog spesso per tenere traccia di cose che continuo a dimenticare, tanto lo devo leggere solo io. Ecco che mi ritrovo a scrivere di cose che non frega a nessuno.

Il mio problema di oggi era: come creo un pacchetto debian per una architettura TARGET non nota, su una macchina HOST di architettura nota (ex. i386)? In una situazione “normale” dh_gencontrol o dh_buildpackage si rifiutano di completare il loro lavoro, se nel campo Architecture: del file control non c’è l’architettura HOST (a meno che non sia specificato all).

Nel mio caso volevo creare su una macchina i386, un pacchetto per un altra architettura, tra l’altro non presente in Debian: non i386, amd64, sparc, arm, etc.; chiamiamola ‘xyz’.

La cross-compilazione è facile (sapendo come la si fa) e questa infatti andava a buon fine. Non riuscivo però a ottenere la pacchettizzazione per l’architettura xyz. La soluzione qual è?

   DEB_HOST_ARCH=xyz fakeroot debian/rules binary

In pratica la variabile DEB_HOST_ARCH, rende tutto il processo trasparente e alla fine mi crea il mio bel pacchetto_xyz.deb, anziché il consueto pacchetto_i386.deb.

Se non avete capito niente, pazienza, tanto questo è un reminder solo per me.

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Ubuntu Feisty Fawn

Oggi sto provando “Ubuntu Feisty Fawn 7.04 beta”. Ubuntu fortunatamente ha un release cycle molto veloce, 6 mesi circa, percui generalmente non provo la beta, ma in questo caso mi serviva utilizzare una nuova libreria, che ha bisogno di un nuovo SDK, che ha bisogno di … e via di questo passo, percui invece di ricompilare mezzo mondo, mi sono detto “perché non provo la beta della nuova Ubuntu?”.

Beh, ne approfitto per fornire le mie impressioni: semplicemente fantastica.

È un netto miglioramento rispetto alla versione precedente? No, e questo è una delle cose più belle di Ubuntu: non stravolge nulla, migliora solo e sempre, aggiungendo e aggiornando qualche funzione chiave qui e la’.

L’installazione è ancora più semplice, con delle funzionalità per “importare” vecchi profili (e la migrazione da Windows, ma questa non la posso provare :-) ), gli “effetti grafici” che funzionano senza problemi, l’artwork simile ma leggermente più accattivante, miglior supporto dell’hardware, etc. etc.

Insomma, se non l’avete ancora fatto, aspettate Aprile, quando uscirà la versione stabile e passate a Ubuntu.

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Aggiornamento OpenSuSE da 10.1 a 10.2

Di tanto in tanto, per lavoro, ovviamente proviamo le varie distribuzioni libere disponibili; siamo favorevoli a tutte le distribuzioni libere e cerchiamo di conoscerle tutte, anche se siamo tutti molto legati a Ubuntu e/o Debian.

In questi giorni sto provando OpenSuSE, dopo anni che non toccavo più questa distribuzione “tedesca” e ne sono al momento abbastanza deluso.

L’installazione è nella norma delle distribuzioni moderne, anzi, ho grosse difficoltà a far funzionare la scheda wireless sul laptop di prova, ma suppongo sia colpa mia; una volta installata è indubbiamente dotata di un gran numero di software, ma anche questo non è eccezionale; le prestazioni sono in generale peggiori di altre distribuzioni sullo stesso laptop; la gestione del sistema l’ho trovata in genere molto difficoltosa.

Premetto, quando qualche amico mi mette di fronte a una macchina Windows per risolvergli dei problemi, io mi rifiuto di farlo, non perché sia così avverso a Windows, ma proprio perché non mi ci trovo, non riesco a muovermi al suo interno, non ci trovo logica. Di nuovo, probabilmente colpa mia, ma è così.
OpenSuSE mi fa un po’ lo stesso effetto: la grafica è curata, ma ogni volta devo cliccare a destra e a sinistra prima di raggiungere lo strumento di amministrazione che mi serve e questo non è un bene (per me).

Infine l’aggiornamento. Ho installato alcuni giorni fa la 10.1, ma è appena stata rilasciata la 10.2; mi aspettavo un aggiornamento lineare della stessa, invece vedo che non c’è nessun “update-manager” alla Ubuntu ad avvisarmi (invero, anche Ubuntu, non avvisa della disponibilità della 6.10, se si ha la 6.06: bisogna forzare la cosa, dato che la 6.06 ha il “Long Term Support”); non solo, cercando di forzare l’aggiornamento, noto che non conosco e non capisco come far verificare a OpenSuSE la possibilità di aggiornarsi via rete. Poi, in rete non trovo nulla di significativo, tranne una pagina in cui si dice che serve scaricare il CD di installazione di OpenSuSE 10.2, riavviare con quello e scegliere da li’ l’aggiornamento … come scusa? Non ci credo, ci sarà il modo di aggiornarlo senza scaricare la nuova distribuzione, fare un CD e far ripartire la macchina da quello …

Mentre sto ancora cercando in rete qualcosa che mi illumini sul metodo migliore per l’aggiornamento, mi rendo conto che Ubuntu e le distribuzioni basate su apt-get/dpkg di Debian, rimangono ancora avanti anni luce sulla gestione dei pacchetti e degli aggiornamenti delle distribuzioni.

Che io mi sbagli, può essere benissimo e se qualcuno sa darmi delle risposte è il benvenuto. Resta il fatto che non sono proprio portato per altre distribuzioni :-) .

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Clinton promuove Ubuntu

Non proprio l’Ubuntu che intendiamo noi, ma il concetto è quello. :-)

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Typo trunk su ubuntu

Tenere un blog, non è il mio forte, si sa.

Ho avuto da fare in questo periodo e non ci sono stato dietro,
così non mi sono accorto che questo blog per un po’ non ha funzionato.

Il problema era ancora una volta Typo, questo maledetto, e la sua sporca compagna Rails, il vendicativo Ruby e il falso Mysql.

La versione che era precedentemente installata di Typo, non funzionava con Rails 1.1; questo non funzionava con Ruby 1.8.3; Rails vs Mysql non funzionava, se non con libmysql-ruby1.8; etc. etc.

Ho dovuto quindi aggiornare Typo alla versione ”trunk”, aggiornare Ubuntu all”ultima versione, installare libmysql-ruby1.8, rinunciare a fcgi, dare un colpo di `rake migrate RAILS_ENV=production`, reimpostare tutti i file con i permessi e l’owner giusti (lo erano già in teoria … boh), e ora, se leggete questo articolo va.
Ma che fatica.

Comincia a starmi sulle balle, dover essere aggiornato su tutte le combinazioni esatte di versioni dei vari programmi che devo avere, affinché tutto funzioni. Ma un minimo di retrocompatibilità, no, eh?
Qua, il software libero, è un po’ troppo “libero” :-)

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