Archive for category Padova

Maledetti uffici pubblici

Quante volte abbiamo imprecato contro gli uffici pubblici e soprattutto contro i dipendenti pubblici, tanto che ormai è diventato un luogo comune?

Purtroppo, però, ogni tanto ci si azzecca e oggi mi sono particolarmente incazzato. Ora che mi sono trasferito sono andato all’ufficio anagrafe per chiedere di spostare la residenza. Ho atteso un quarto d’ora, prima che qualcuno si degnasse a presentarsi (con un “anda” da bradipo) allo sportello. Tralasciando i 5 minuti persi solo per chiedermi cosa desideravo (perché l’”anda” è quella del bradipo), chiedo di spostare la residenza da solo e non per tutto il nucleo familiare: io ho urgente bisogno di spostare la residenza per avere le tariffe agevolate sulle bollette, mia moglie invece preferisce spostarla fra qualche giorno per problemi di altre carte
burocratiche. Sarà una cosa strana, ma è un diritto chiedere di spostare la residenza singolarmente. Beh, l’impiegato si è rifiutato di farlo, sostenendo che poi avrebbero dovuto uscire 2 volte a controllare (e quindi togliere a qualcuno la possibilità di farsi la ventesima pausa della giornata?), che loro fanno 15000 pratiche all’anno e non possono stare dietro a tutti, che non capisce perché deve lavorare doppio, etc. etc.

Dico, è un mio diritto spostarmi la residenza autonomamente? “Si, ma da protocollo noi non perdiamo tempo in queste cose”. Ma che risposta è? Si può fare, o non si può fare? Ho i miei diritti, si o no? E l’ufficio comunale è o non è l’ultimo dei posti in cui uno dovrebbe vedere negati i propri diritti?

Beh, dico la verità, non è un grosso problema: pazienza per il giro in macchina a vuoto e il paio di orette perse,
ma queste piccole cose mi fanno incazzare come una iena. Anche perché poi, il vecchietto che esce incazzato dall’ufficio comunale urlando “ga rasòn Berlusconi, si tutti comunisti che no ga voja de fare un casso!” non lo convinci mica che non è vero.

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AcegasAps è ferma al medioevo

Da un paio di giorni sto tentanto una cosa che in teoria doveva essere semplice: attivare un nuovo contratto di fornitura acqua a mio nome, in un appartamento dove prima risiedeva un altro inquilino. Questa operazione si chiama “subentro” e non dovrebbe consistere in particolari problemi.

Purtroppo ho scoperto che AcegasAps, l’azienda fornitrice del servizio idrico a Padova, non permette di fare questa semplice operazione online. Il sito che hanno è bello, ma per nulla informativo, oltre a non fornire alcun servizio online.

L’operazione in questione non si può fare nemmeno al call-center, dove il personale è molto gentile, ma di nessuna utilità.

Allora tocca andare di persona presso l’ufficio preposto, sperando di perdere solo mezz’ora (senza contare i tempi morti per raggiungere il posto). Ma qui si scopre, con rammarico, che gli sportelli sono pochi e lentissimi nel svolgere le loro funzioni.

Oggi, per esempio, io sono arrivato e c’erano – stando al numero che ho preso – 47 persone davanti a me.

In un ora e mezza che sono stato lì, sono riusciti a fare solo 12 persone, grazie al fatto che 6 non erano più presenti (probabilmente, come me, se ne erano andate stufe di aspettare). Quindi sono riusciti a servire una media di 1 persona ogni 15 minuti, con 3 sportelli aperti; circa 45 minuti a persona per sportello.

Complimenti AcegasAps … mentre tutti gli altri, per esempio Enel, per operazioni così semplici basta usare internet o una semplice telefonata, AcegasAps si è sentita in obbligo di offrire cotanto disservizio. E che non parliamo della quantità di carte che richiedono.

Direte voi, ma così c’è una persona che segue la pratica e c’è meno possibilità di sbagliare o commettere errori; ma quando mai? La stragrande maggioranza della gente (imbufalita) che ho visto oggi, era li’ proprio per disguidi di ogni sorte e genere.

AcegasAps, voto: 2

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Anche la Sita fa le bizze

Non amo particolarmente il livello professionale delle aziende italiane, come ho più volte avuto modo di dire e condannare anche in questo blog. Continuo a non capire esattamente perché queste cose avvengano solo da noi e non siano casi isolati.

Tutti mi dicono: “beh, siamo in Italia”, il che è vero, ma non mi sembra una spiegazione sufficiente. Comunque, nell’attesa di una ragione valida che spieghi questi fenomeni italici, mi rassegno a citare i casi “intollerabili” di disservizio.

Stavolta tocca alla Sita Spa, società di autobus che fornisce i collegamenti extraurbani qui a Padova, ma anche in molte altre città e regioni d’Italia.

Recentemente ho cambiato lavoro e luogo di lavoro (Treviso), e per mia fortuna c’è un autobus Sita che fornisce un buon collegamento: un autobus ogni mezz’ora in media.

Ora, tralasciando alcune critiche banali che si potrebbero fare sui ritardi costanti nelle partenze e arrivi, sui biglietti che difficilmente si trovano, sulla maleducazione di alcuni autisti, etc. etc. mi è capitato di dover affrontare il mostro burocratico dell’abbonamento e qui mi sono allibito.

Ovviamente, dovendo prendere l’autobus ogni giorno, ho pensato bene di farmi un abbonamento e risparmiare qualcosa dei miei soldini. Sono andato quindi in autostazione a Padova, per richiedere il modulo per ottenere la tessera di riconoscimento,
propedeutica alla richiesta di abbonamento. Ora, perché si debba avere una tessera di riconoscimento che ha un costo per me, ma anche per la Sita, e che mi costringe a fornire dati sensibili, oltre che a imporre cose come il tragitto dell’abbonamento (e se ogni tanto volessi prendere un autobus per un tragitto inferiore, non posso?), non lo capisco, ma mi adeguo.

Allo sportello trovo una impiegata scortese che in malo modo mi comunica che carte e abbonamenti per Treviso si fanno allo sportello 2. Sportello che trovo chiuso, nonostante sia orario di apertura. Riesco, ciònonostante a ottenere dalla succitata impiegata un modulo per la tessera di riconoscimento, tanto lo sportello 2 è quello a fianco, ma non senza regalarmi anche qualche imprecazione.

A quel punto me ne vado, perché lo sportello 2 è chiuso e comunque non sono sicuro se serva una firma anche del datore di lavoro sul modulo e domandare è una impresa impensabile.

Successivamente compilo il modulo e cerco di mandare mia moglie allo sportello perché lavorando potrei andarci io solo di sabato, ma a quanto pare lo sportello 2 di sabato non è aperto, anche se dovrebbe.

Mia moglie va e scopre che 1) il modulo è quello sbagliato, serve compilarne un’altro, identico 2) sono un coglione, perché l’altra volta lo sportello 2 doveva essere aperto: impossibile che fosse chiuso, quindi sono io coglione (in fondo, il cliente ha sempre ragione, no?) 3) la tessera costa 7 euro anziché 9 come scritto nel modulo (il che è un bene, ma è logico?) 4) l’abbonamento settimanale non esiste nonostante sul sito sia ben specificato; stando all’operatore allo sportello il sito non è aggiornato, anche se riporta un aggiornamento ad appena Maggio di quest’anno; esiste solo il bisettimanale o il mensile che iniziano però il primo o il quindici del mese; essendo oggi il 20, mi sono mangiato 10 giorni di abbonamento praticamente
5) mi si dice che anche il costo dell’abbonamento non è quello sul sito 6) come se non bastasse, un episodio a latere dimostra ancora di più l’efficienza dell’azienda: mentre mia moglie era li’ è dovuta intervenire a un altro sportello per dare una mano a un signore straniero, che non riusciva a farsi capire con un semplice “ticket for Vicenza, please”!!! Questo alla stazione centrale di Padova, francamente, non è accettabile.

Insomma, anche la Sita dimostra tutto il suo livello qualitativo: operatori scortesi, Sito web e in generale il servizio informazioni non funzionale se non fuorviante, burocrazia inutile e deleteria, inefficienza totale.

Cara Sita, per quello che vale, finisci tra la mia lista delle migliori aziende della repubblica delle banane.

PS> continuerò però ad usarti: fare la Noalese in macchina, oltre che poco civico – essendoci dei mezzi pubblici piuttosto comodi per me – sarebbe pure rischioso e costoso; ma di questo parleremo un altra volta.

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In bicicletta, alle rotonde

Giro spesso in bici, vado la lavoro in bici,
se posso mi muovo in bici. Quando vai in bici, specie in certi orari, aspetti lungamente di poter attraversare la strada e noti facilmente come guida la gente.

Ultimamente notavo che c’è una quantità incredibile di persone, diciamo 1 su 5, che affronta tratti di strada in cui si richiederebbe una certa prudenza (tipo le rotonde), avendo in una mano il cellulare e nell’altra una sigaretta.

Alché, capite bene, con quale mano tenga il volante.

Roba da criminali: abbiamo almeno un 20% di criminali in questa nazione :-) . O forse è solo Padova.

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Radiello

Sono appena venuti da me a installare un Radiello.

Il Radiello è stato installato dalla Fondazione Salvatore Maugeri, tramite il quale verrà effettuato uno studio sull’inquinamento da aldeidi nelle case padovane.

Sono felice di partecipare al progetto, anche se solo come cavia :-) .

Il Radiello rimarrà installato una settimana a gennaio e un’altra a metà anno, dopodiché vedremo i risultati.

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Strane qualifiche

Lo so che è strano, ma stiamo cercando qualcuno che ci dia una mano con il lavoro. Il candidato ideale è una persona che ha buone conoscenze (o buona volontà di accumularle) di programmazione web e LSL – Second Life.

Non fate quella faccia, già mi trovo in imbarazzo io a fare una richiesta del genere, ma abbiamo molto lavoro in quel campo e una mano sarebbe gradita. Se qualcuno è interessato, faccia un fischio.

Update: ricerca chiusa.

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