Archive for November, 2009

Uno bianca e trame nere

Qualunque italiano sa di vivere in un paese il cui recente passato è dipinto se non di nero, almeno di un blu scuro: gli “anni di piombo” sono stati un periodo terribile per il nostro paese. Le stragi, sono sempre coperte da un velo impenetrabile di mistero, fatto di depistaggi, false testimonianze, servizi segreti, errori più o meno voluti, etc.

La vicenda della Uno bianca, la banda costituita dai fratelli Savi, che tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90, in un arco di 7 anni, sconvolge l’area bolognese, rientra perfettamente nell’Italia delle trame nere.

È una vicenda che già di per sé risulta difficile capire: come si può infatti comprendere, con la logica, l’uccisione di così tante persone e il terrore che si diffonde in quegli anni? In più, la Uno bianca, sembra calzare a pennello tra i misteri d’Italia e contribuisce a diffonderne l’aurea di impenetrabilità.

Nel bellissimo libro “Uno bianca e trame nere”, Antonella Beccaria, riprende in mano tutti gli avvenimenti di quegli anni e non solo e cerca di capirne le ragioni profonde, non dimenticando in che Italia vivevamo (viviamo?) e che proprio in quegli anni si scopre Gladio.


unobiancaetramenere

I fatti legati alla Uno bianca, per anni non sono stati collegati tra di loro come era naturale che fosse e le indagini sono sempre state confusionarie e deviate. Alla fine si è arrivati alla cattura dei fratelli Savi e di altri 3 componenti della banda, ma quasi anestetizzati dal fatto di aver eliminato il motivo principale del terrore che aveva attanagliato l’Emilia Romagna e dintorni, il tutto è filato via senza che nessuno approfondisse il perché dei depistaggi o si cercasse gli autori degli stessi; come se questo fosse causa di ancor più terrore per alcuni.

Il libro di Antonella Beccaria è indispensabile per capire quella vicenda perché dettaglia i fatti, li descrive in modo approfondito, senza mai devianze o senza mai cadere nella dietrologia, semplicemente facendo quello che ogni buon giornalista dovrebbe fare: chiedersi il perché delle cose, di tutte le cose. E se il “perché” te lo dice qualcuno, usare la logica e i fatti, per verificarne la veridicità. Semplice, ma efficace.

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Il rugby a San Siro

Continua a far parlare di sè, la partita di rugby tra Italia e All Blacks, svoltasi a San Sito con 80000 spettatori. Moltissimi i commenti sarcastici dei soliti giornalisti devoti al calcio. Ma uno, da vero giornalista sportivo, ha scritto una cosa breve ma molto bella.

Riporto la frase che mi è piaciuta di più e che da sola merita un premio:

Sono stato in uno stadio con 80 mila persone: senza poliziotti, senza barriere, senza buuhh, senza fischi, senza odio, senza croci celtiche, senza ignoranza, senza congiuntivi saltati, senza divieti, senza tessere del tifoso, senza pregiudizi, senza paure. Il problemino è uno solo. La partita… era di rugby. Un calcio nei palloni al becero calcio.

Meraviglioso.

L’articolo completo è sul suo blog.

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All blacks e il governo italiano

the All Blacks were destroyed as the Italian pack showed more power than their national Government has ever managed” – planetrugby.com

Curioso paragone tra la mischia azzurra e il governo italiano :-)

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Novembre, mese del Rugby

È arrivato Novembre e con esso sono arrivati i test match autunnali nei quali le più blasonate nazionali di rugby dell’emisfero sud vengono ad affrontare le migliori squadre dell’emisfero nord.

Le prima partite sono già iniziate settimana scorsa, tra le quali va ricordata la vittoria dei Leister Tigers contro il Sudafrica campione del mondo e numero uno del ranking mondiale e una classicona, di grande pathos, tra Galles e la Nuova Zelanda.

Proprio gli All Blacks affronteranno domani l’Italia, nel nostro primo test match, in uno stadio San Siro dove sono previsti più di 80000 persone!!! Mai successo nella storia del rugby italiano.

I media hanno annusato l’affare e in questi giorni si sono buttati a capofitto sul rugby, e nella maggior parte dei casi sono stati infilati una serie di strafalcioni galattici, ma tant’è: un po’ di pubblicità ci vuole per il movimento rugbystico italiano.

Sarà quasi sicuramente una sconfitta per l’Italia, sperando che non sia l’ennesima asfaltatura. I pronostici sono contro di noi e a ragione. Speriamo solo che i nostri non esultino, come nell’ultima sfida con gli All Blacks, nel caso perdano di “soli” 20 punti.

Comunque vada a finire, stasera alle 19 per Italia – Romania e domani alle 15 per Italia – All Blacks, sarò di fronte al televisore, per tifare per il Rugby. E che sia un bello spettacolo per tutti.

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The Rock, i fondi

Continua il divertimento con The Rock Insurance, l’azienda finanziaria virtuale con cui collaboro.

Per far partire un nuovo servizio, cioè dei fondi di investimento, ho dovuto rimettere mano all’applicazione Ruby On Rails che avevo scritto ormai 2 anni fa.

Dopo un po’ di spavento nel constatare che con Rails 2.3 non mi funzionava più niente, ho facilmente fatto ripartire il tutto e aggiungere la gestione dei fondi, completa di distribuzione dei dividendi, è stato semplice e veloce come sempre.

Mi sono pure divertito a usare RJS (scusate, ma non l’avevo mai fatto!).

A posteriori, posso solo lamentarmi che mi sono allargato forse un po’ troppo con AJAX e che continuo a rimandare l’uso dei test unit.

Migliorerò, prometto.

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