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Anche la Sita fa le bizze

Non amo particolarmente il livello professionale delle aziende italiane, come ho più volte avuto modo di dire e condannare anche in questo blog. Continuo a non capire esattamente perché queste cose avvengano solo da noi e non siano casi isolati.

Tutti mi dicono: “beh, siamo in Italia”, il che è vero, ma non mi sembra una spiegazione sufficiente. Comunque, nell’attesa di una ragione valida che spieghi questi fenomeni italici, mi rassegno a citare i casi “intollerabili” di disservizio.

Stavolta tocca alla Sita Spa, società di autobus che fornisce i collegamenti extraurbani qui a Padova, ma anche in molte altre città e regioni d’Italia.

Recentemente ho cambiato lavoro e luogo di lavoro (Treviso), e per mia fortuna c’è un autobus Sita che fornisce un buon collegamento: un autobus ogni mezz’ora in media.

Ora, tralasciando alcune critiche banali che si potrebbero fare sui ritardi costanti nelle partenze e arrivi, sui biglietti che difficilmente si trovano, sulla maleducazione di alcuni autisti, etc. etc. mi è capitato di dover affrontare il mostro burocratico dell’abbonamento e qui mi sono allibito.

Ovviamente, dovendo prendere l’autobus ogni giorno, ho pensato bene di farmi un abbonamento e risparmiare qualcosa dei miei soldini. Sono andato quindi in autostazione a Padova, per richiedere il modulo per ottenere la tessera di riconoscimento,
propedeutica alla richiesta di abbonamento. Ora, perché si debba avere una tessera di riconoscimento che ha un costo per me, ma anche per la Sita, e che mi costringe a fornire dati sensibili, oltre che a imporre cose come il tragitto dell’abbonamento (e se ogni tanto volessi prendere un autobus per un tragitto inferiore, non posso?), non lo capisco, ma mi adeguo.

Allo sportello trovo una impiegata scortese che in malo modo mi comunica che carte e abbonamenti per Treviso si fanno allo sportello 2. Sportello che trovo chiuso, nonostante sia orario di apertura. Riesco, ciònonostante a ottenere dalla succitata impiegata un modulo per la tessera di riconoscimento, tanto lo sportello 2 è quello a fianco, ma non senza regalarmi anche qualche imprecazione.

A quel punto me ne vado, perché lo sportello 2 è chiuso e comunque non sono sicuro se serva una firma anche del datore di lavoro sul modulo e domandare è una impresa impensabile.

Successivamente compilo il modulo e cerco di mandare mia moglie allo sportello perché lavorando potrei andarci io solo di sabato, ma a quanto pare lo sportello 2 di sabato non è aperto, anche se dovrebbe.

Mia moglie va e scopre che 1) il modulo è quello sbagliato, serve compilarne un’altro, identico 2) sono un coglione, perché l’altra volta lo sportello 2 doveva essere aperto: impossibile che fosse chiuso, quindi sono io coglione (in fondo, il cliente ha sempre ragione, no?) 3) la tessera costa 7 euro anziché 9 come scritto nel modulo (il che è un bene, ma è logico?) 4) l’abbonamento settimanale non esiste nonostante sul sito sia ben specificato; stando all’operatore allo sportello il sito non è aggiornato, anche se riporta un aggiornamento ad appena Maggio di quest’anno; esiste solo il bisettimanale o il mensile che iniziano però il primo o il quindici del mese; essendo oggi il 20, mi sono mangiato 10 giorni di abbonamento praticamente
5) mi si dice che anche il costo dell’abbonamento non è quello sul sito 6) come se non bastasse, un episodio a latere dimostra ancora di più l’efficienza dell’azienda: mentre mia moglie era li’ è dovuta intervenire a un altro sportello per dare una mano a un signore straniero, che non riusciva a farsi capire con un semplice “ticket for Vicenza, please”!!! Questo alla stazione centrale di Padova, francamente, non è accettabile.

Insomma, anche la Sita dimostra tutto il suo livello qualitativo: operatori scortesi, Sito web e in generale il servizio informazioni non funzionale se non fuorviante, burocrazia inutile e deleteria, inefficienza totale.

Cara Sita, per quello che vale, finisci tra la mia lista delle migliori aziende della repubblica delle banane.

PS> continuerò però ad usarti: fare la Noalese in macchina, oltre che poco civico – essendoci dei mezzi pubblici piuttosto comodi per me – sarebbe pure rischioso e costoso; ma di questo parleremo un altra volta.

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