Archive for August, 2008

Impressioni dall’Iran

Adesso che finalmente ho un po’ di tempo per scrivere e che è passato quasi un mese dal nostro ritorno dall’Iran, posso provare a scrivere un paio di impressioni “al fresco” di questo viaggio.

La prima cosa che ricordo e che ricorderò sempre del viaggio in Iran, è la gente che abbiamo incontrato ovunque: sempre gentili e disponibili, preoccupati di ben accoglierci nel loro paese e pronti a offrire ogni possibile aiuto, interessati al dialogo, senza mai essere oppressivi o disturbare troppo.

La seconda cosa che mi rimarrà, è il fatto che di questo paese alla fin fine non ho capito molto. E` la prima volta che mi capita: non che io pretenda di capire subito e bene ogni paese in cui vado, ma nel caso dell’Iran, ho la netta sensazione di non avere ben focalizzato niente.

Il paese è pieno di contraddizioni. Intendiamoci, non c’è niente di particolarmente strano nell’Iran, ma ci sono cose e comportamenti discordanti tra loro e non lo sono in maniera così forte (anche questa è una contraddizione, secondo me) che alla fine non capisci.

Per esempio, la gente che incontri per strada, anche per caso, è gentilissima e cordiale: ma le stesse persone che trovi nei posti di lavoro, non lo sono. Eppure è più facile far finta di essere gentili al lavoro (pagati) che esserlo nella vita comune.

La donna sembra oppressa dalla regola del velo e da tante altre restrizioni, ma in realtà le donne in Iran fanno tutto e godono di un rispetto che pochi altri paesi le concedono. Ci ha pure sorpreso che il velo e il chador, in teoria pensati per la decenza della donna e per evitare che questa in qualche modo possa eccitare l’uomo, venga in realtà utilizzato sapientemente dalle iraniane per esaltare e rendere ancora più bello il loro volto e estendere il loro fascino.

Comunque, il paese è bellissimo, ha migliaia di anni di storia e cultura e questo si vede. Antichità come Persopoli o città dal gusto persiano come Isfahan, meritano da sole un viaggio. Per non citare Yazd, Shiraz, le città di fango, i caravanserrai, le moschee, i deserti, etc. etc.

Il tutto è purtroppo non curatissimo: le lampadine a penzoloni su fili pendenti a tranciare la visuale di moschee bellissime, non ci stanno per niente; ricoprire la tomba di Ciro con delle lamiere per ripararla, non è il massimo; buttare quattro cose in fila in un museo, non vuol dire esporle bene; in genere non c’è la cura che ha per esempio l’Italia dei propri beni culturali,
ma neanche lontamente. Il che è un peccato: basterebbe poco per portare queste attrattive al loro massimo splendore.

La non eccessiva cura dei beni culturali, si vede un po’ in tutte le cose: gli stessi alberghi dove abbiamo alloggiato, erano spesso lasciati degradare, senza un minimo di cura. Eppure spesso loro, come persone, sono curatissime nei modi e nel vestire. Anche questo, personalmente, mi sembra una contraddizione.

A confondere parecchio le idee c’è la presenza non oppressiva, ma sentita, del regime degli Ayatollah. Spesso ci siamo chiesti, per esempio, se certe contraddizioni possono essere spiegate dalla presenza del regime: forse non curare particolarmente i beni culturali o le strutture turistiche, serve a non far entrare troppi turisti “liberali” in Iran?

Gli iraniani, politicamente, non sembrano affatto sostenere il loro governo dalle chiacchere che abbiamo fatto qui e la’, anche se ovviamente nessuno si è sbottonato più di tanto. Ma hanno anche motivi per essere orgogliosi del loro governo e tutti sono nazionalisti: ora sono autonomi, a differenza di quando erano succubi degli inglesi e/o degli americani. L’odio verso chi li ha depredati della loro cultura e dei loro tesori, è sempre forte, specie verso gli arabi (che pur hanno portato a loro l’Islam) e verso gli inglesi (più ancora che gli americani).

E` un paese in ripresa, tecnologicamente e economicamente in grado di fare più o meno tutto, anche se fa fatica senza contatti con l’esterno: un aiutino serve a chiunque.

Forte è l’impressione che in generale il paese sia da troppo tempo isolato e non capisca a fondo “gli altri”, anche se tutti sembrano interessati a tutto e cercano culturalmente di essere molto istruiti. Anche questa una contraddizione. Ma anche questa, forse, dovuta al regime in fondo.

Di sicuro il paese reale non è il paese fondamentalista, integralista e magari pure terrorista che tanta stampa vuole farci credere. E` un paese molto bello, con un popolo stupendo, che meriterrebbe molta più considerazione.

Sarà impossibile dimenticare il fascino dei deserti e della gente che li’ vive, delle molte civiltà che nell’antichità hanno abitato questi posti e hanno esportato cultura a tutto il mondo occidentale, delle città persiane e dell’armonia nel viverle, dell’imponenza e della bellezza di certe moschee o dei vicoli delle città di fango. Dell’Iran, insomma.

No Comments