Resoconto viaggio in Iran


Di seguito, il resoconto nudo e crudo di quello che abbiamo fatto e visto nel nostro viaggio in Iran.

UPDATE: alcune foto le ho pubblicate su flickr.

21/6 – Sabato – Si parte alle 6 di mattina da Padova con la macchina a noleggio, cercando di arrivare presto a Malpensa, per poi scoprire che l’aereo è in ritardo di due ore. In aereoporto incontriamo il nostro amico che lavora all’ambasciata di Teheran e altri cordialissimi passeggeri iraniani durante l’attesa. Aereo vecchiotto con hostess “velate”; discreto il cibo. All’arrivo un po’ di problemi con il visto e la perdita di una valigia, niente di grave. A mezzanotte siamo nell’albergo che abbiamo prenotato dall’Italia. Hotel Engelab: stanze grandi, ma lasciato andare (scopriremo poi che è una costante). Per il momento l’impatto con l’Iran non c’è stato, se non per le ragazze che hanno dovuto mettere il velo fin su dall’aereo e con i primi iraniani che sembrano essere cordialissimi e gentili.

22/6 – Domenica – Partenza alle 9 ancora un po’ intontiti, prima passiamo all’agenzia per saldare i nostri debiti e poi decidiamo di visitare il museo dei tappeti di Teheran. Belli, ma il museo è un po’ decadente; poi prendiamo un taxi (30000 Rials, poco più di due euro) e raggiungiamo uno dei nostri rimasto in albergo. Pranzo a base di kebab e poi “transfer” per l’aereoporto nazionale. Lungo il tragitto ci fermiamo a fare qualche foto al monumento all’Azadi, molto bello, ma difficile da apprezzare essendo in mezzo al traffico. In serata arriviamo nella caldissima (54 gradi) Ahwaz e troviamo la nostra guida ad aspettarci: sembra simpatico ma anche molto chiaccherone. Speriamo sia solo il primo giorno :-) . Alloggiamo all’Hotel Pars, stanze piccole, un po’ decadente.

23/6 – Lunedì – Si parte alle 8 per Susa. Fa un caldo boia. All’entrata del palazzo imperiale tutti ci guardano strano, ma gentilmente ci salutano. Il palazzo è affiancato da un castello, stile bastiglia, usato dai francesi quando hanno effettuato i loro scavi qui. Del palazzo imperiale acmenide sono rimaste solo delle rovine. Il caldo è tanto che tutti ci preoccupiamo per Anna che è diventata “viola”. Sempre a Susa visitiamo la tomba del profeta biblico Daniele: strano, un ebreo venerato da Iraniani. Notare che gli ebrei, ci dice la guida, adorano Ciro, re persiano, che li ha liberati dalla schiavitù dei babilonesi. Anche qui molti si fermano a chiaccherare con noi
e si dispiacciono della nostra sconfitta agli europei con la Spagna. Poi andiamo a Choqa Zanbil, a vedere la famosa ziggurat. Arriviamo dopo mezz’ora di macchina nel mezzo del nulla di niente, dove si erige questa ziggurat distrutta da Asuburnipal (sperando di aver scritto giusto), ma ancora maestosa. Il caldo è impressionante, non credo inferiore ai 60 gradi. Il ricordo della ziggurat era andato perso, così quando l’hanno ritrovata, hanno dovuto liberarla da una montagna di terra e sabbia che l’aveva ricoperta. Ora si erge comunque maestosa in un paesaggio lunare. Da qui andiamo a Shustar, altra antica capitale, dove mangiamo aspettando dentro al ristorante le ore più “fresche”. Quindi vediamo delle magnifiche cascate regolate dall’uomo e usate per macinare il grano, costruite 700 anni fa. Infine ci dirigiamo, finalmente, a Masjed Soleiman, attraverso paesaggi desertici magnifici, simili al Sinai. Cerchiamo l’ospedale e a fatica, parlando con persone li’ a gesti, abbiamo conferma che è probabilmente l’ospedale dove è nata la nostra amica. Un giro in paese, fa si che tutti ci guardino come se fossimo marziani: non credo abbiano mai visto turisti occidentali o quasi. Alla sera torniamo distrutti, ma contenti a Awhaz.

24/6 – Martedì – Giornata di trasferimento a Shiraz. Prima sosta interessante alle sorgenti di Kazeroon, a bagnare e rinfrescare i piedi. Molta gente ci avvicina incuriosita. Poi andiamo a Bishapur a vedere la città costruita dai soldati romani dell’imperatore Valeriano, sconfitti dal re sassanide Shapur. A fianco, su delle pareti rocciose si vedono dei magnifici bassorilievi celebranti Shapur e le sue vittorie. Alla sera (10 pm) recuperiamo la valigia smarrita, andando all’aereoporto di Shiraz, con una corsa folle nel traffico cittadino. Alloggiamo all’hotel Eram, buono, stanze grandi e pulite.

25/6 – Mercoledì – La prima cosa che vediamo di Shiraz alla mattina è la moschea “rosa” o Nasir-oi-Molk: stupenda con bellissime decorazioni floreali e paesaggi. Poi visita alla residenza/palazzo Narenjestan, casa di uno dei governatori. All’interno è allestito un “museo delle cere” con tutti i personaggi della storia di Shiraz e dell’Iran in generale. Poi abbiamo visitato la cittadella con un grande giardino degli aranci all’interno. Dopo aver cambiato un po’ di soldi e bevuto un succo di melone nello stesso negozio, torniamo in albergo per ripararci dal caldo. Nel tardo pomeriggio visitiamo la moschea Vakil e l’ameno bazaar dove cominciano a “perderci”. The in un bel locale interno e poi visitiamo il mausoleo di Shah-Cheragh. Cena in ristorante a base di kebab (ma va?).

26/6 – Giovedì – Mattina di relax, mentre la nostra guida va a estenderci il visto per tutte le 3 settimane noi andiamo a divertirci al bazaar, dove in 3 ore non facciamo più di 50 metri dovendo fermarci ad ogni negozietto. Poi riposo fino alle 16 per il caldo che qui è asfissiante. Andiamo quindi a vedere il giardino Eram e poi le tombe dei poeti Sa’di e Hafez. Su quest’ultima esprimiamo un desiderio, come da tradizione, e poi ne leggiamo dei versi. Alla sera, breve visita alla porta del Corano, così chiamata perché aveva un Corano sulla sommità, a protezione di chi vi passava. Poi cena a casa della nostra guida, che si rivela ottima grazie anche all’ospitalità della famiglia.

27/6 – Venerdì – Gran giornata. In mattinata visita di quasi 3 ore sotto il sole cocente a PERSEPOLIS, la capitale acmenide voluta da Dario. Le rovine sono veramente rovinate, ma non è difficile capire quanto imponente debba essere stata. Poi visita alla necropoli di Nagh-e-Rostam, con le tombe scolpite nella roccia di Dario, Serse e Artaserse. Pranzo all’aperto, ma quasi fresco, poi alle 16 visita alla tomba di Ciro il Grande e al complesso del suo palazzo a Pasargade. Qui è rimasto ancora meno, ma Ciro è Ciro il Grande. Alla sera spettacolo “suoni e luci” a Persopoli, non proprio esaltante.

28/6 – Sabato – Giornata di trasferimento verso Kerman, circa 800 km, in mezzo a paesaggi desertici, montagne, laghi secchi e popolazioni nomadi. Alla sera siamo sfiniti. Ci fermiano all’hotel akhavan, bruttino, sporco e con il cuscino pieno di insetti :-) .

29/6 – Domenica – Visita alla cittadina di Mahan dove vediamo la tomba di un sufi, salendo anche fin sopra sui minareti (brividi) e poi visita al bellissimo giardino di Bagh-e-Shahzade. Riposino “tattico” pomeridiano, per poi andare a Rayen, città di fango più piccola di Bam, ma ancora in piedi. Affascinante, grazie anche alla luce del tramonto.

30/6 – Lunedì – Alla mattina bazaar di Kerman (la parte più bella è quella del rame), pausa the in un ex haman (bagno pubblico) con suonatori dal vivo e caravanserraio semi distrutto all’interno del bazaar stesso. Al pomeriggio trasferimento verso Yazd con splendida tappa a Zein-o-din: deserto, caravanserraio e cammelli!!! Alla sera a Yazd, scegliamo un hotel “tradizionale” (Mehr Hotel) e mangiamo nel giardino dello stesso; fa un caldo boia anche la sera.

1/7 – Martedì – Si parte alle 8 per vedere le macabre torri del silenzio, dove venivano portati i morti per farli scorticare dagli animali secondo il rito zoroastriano. Poi breve visita in un Qunat, canale d’acqua di antica concezione. Andiamo a concludere la mattina con la visita alla Moschea Jameh (del venerdì), il cui nome da il nome a “Jam”, marmellata, e che possiede i minareti più alti dell’Iran. Al pomeriggio passeggiata per il centro storico, con il suo dedalo di viuzze, a vedere la prigione di Alessandro, la chiesa dei 12 Imam, varie case tipiche di fango quasi tutte trasformate in hotel o ristoranti. Alla sera pessima cena fuori Yazd (a base di kebab).

2/7 – Mercoledì – Visita all’antico e disabitato (tranne da una donna) paese di fango di Kharanaq con il suo minareto “oscillante” e il ponte in stile romano, poi al caravanserraio restaurato li’ a fianco. Ritorniamo a Yazd e dopo pranzo più riposino, andiamo a vedere il museo dell’acqua, oltre all’Amir Chaknaq e il bazaar (troppe stoffe!). Buona e rilassante cena al Malek-o-Tojar, in giardino, seduti sui tappeti.

3/7 – Giovedì – Giornata inutilmente pesante, sprecata per andare a vedere Abarqu, il suo cipresso e un paio di edifici che sanno di “già visto”. Alle 17,30 rientriamo e andiamo a comprare tappetti in un negozio del centro storico. Ottima cena alla sera, presso il Silk Road hotel.

4/7 – Venerdì – Andando verso Isfahan ci fermiamo a Meybod, dove vediamo una fortezza di fango, la piccionaia che alle ragazze fa senso e la ghiacciaia, con pranzo in un bel caravanserraio. Poi a Nain, a vedere la moschea del venerdì in stile “mongolo”, il museo etnologico e come si fanno i famosi tappeti in una casa privata. Alla sera arriviamo nel traffico caotico di Isfahan (è venerdì oltretutto) e facciamo fatica a trovare posto in albergo. Alla fine scegliamo Hotel Asaman, 4 stelle, 60 euro (tanto per l’Iran), stufi di brutti hotel.

5/7 – Sabato – Alla mattina seguiamo il percorso in città della guida, a piedi, andando a vedere la moschea Jameh, il mercato degli uccelli, il bazaar e una madrasa (ex ambasciata russa) visitata al “volo” grazie a un simpatico signore. Dopo il riposino, tardo pomeriggio e cena nella piazza Imam, in modo da gustarsela con calma e con la luce del tramonto. Soliti “dialoghi” in piazza con i vari iraniani che ci fermano.

6/7 – Domenica – Mattinata dedicata ai capolavori di Imam square: il palazzo Ali Qapu, la moschea dell’Imam e per finire quella dello sceicco Lotfollah. Semplicemente stupendi, forse le cose più belle dell’Iran. Il pomeriggio lo dedichiamo ai famosi “ponti”, passeggiando lungo l’argine. Alla sera siamo costretti a cambiare Hotel ed troviamo posto al Safir, 3 stelle, neanche malaccio.

7/7 – Lunedì – Visitiamo lo splendido palazzo Chetel Satun, la cattedrale di Vank nel quartiere armeno e poi i minareti oscillanti. Visita a un haman d’epoca e poi tuffo nel bazaar, con acquisti vari e “consueta” passeggiata in Imam square. Alla sera, cena nel quartiere armeno, dove si mangia il solito cibo iraniano (kebab) con nostro disappunto.

8/7 – Martedì – Prima di tutto cerchiamo di confermare il volo di ritorno e perdiamo diverso tempo a cercare francobolli per le cartoline; poi partiamo e ci fermiamo a visitare Natanz la moschea con un bellissimo portale. Poi saliamo fino a 3000 metri per andare ad Abyaneh, un paese di cui si erano perse le traccie dai tempi dei sassanidi: qui il paesaggio è già più verde e fa fresco, una vera novità per noi. Tra l’altro troviamo qui una famiglia di profughi afgani clandestini, che cerchiamo di aiutare dato che i bambini, in particolare uno, sembrano messi male. A metà pomeriggio siamo a Kashan, dove giriamo tutti i possibili alloggi senza trovarne uno buono. Fa caldissimo e non avere un hotel almeno decente dove riposare ci deprime, così decidiamo di fermarci il meno possibile a Kashan e domani sera raggiungere Teheran, in anticipo sui nostri piani.

9/7 – Mercoledì – A Kashan visitiamo due bellissime case tradizionali, poi il bazaar (che non ci dice molto) e quindi il giardino di Fin, dall’aspetto molto “secco” forse a causa del gran caldo. Arriviamo a Qom verso mezzogiorno e cerchiamo di entrare nel santuario. Danno il chador alle ragazze e tutti si assicurano che lo indossino per bene, senza far “uscire” nulla più del dovuto. Ci portano quindi in un ufficio “affari esteri” dove ci fanno parlare con un mullah che ha vissuto 20 anni in Italia, il quale per due ore ci spiega molte cose sull’Islam di rito sciita e risponde alle nostre domande in italiano. Poi ci permettono di fare un rapido giro in alcune parti del santuario, stando attenti a non avvicinarsi alle parti riservate ai fedeli. La tomba di Fatimah, sorella dell’Imam Reza, per esempio, è innavicinabile. Il complesso però è molto bello e grande. Alla sera arriviamo a Teheran.

10/7 – Giovedì – Alla mattina andiamo al museo archeologico, purtroppo un po’ piccolo anche se merita comunque. Poi al “grande bazaar”, posto da panico per il casino che c’è, con dentro anche una moschea. Nel pomeriggio visita al complesso della residenza estiva dello Shah, forse la cosa più bella che c’è a Teheran da vedere. Alla sera ci ritroviamo con un nostro amico, che ci porta verso la montagna a mangiare, in una bella zona, molto frequentata dalla borghesia della capitale.

11/7 – Venerdì – In pratica il nostro ultimo giorno: alla mattina visitiamo Palazzo Golestan e al pomeriggio ci riposiamo. Alla sera il nostro amico ci porta mangiare in un club armeno, unico “enclave” dove alle ragazze è permesso togliere il velo e dove gira pure del vino! Verso mezzanotte andiamo all’aereoporto per prendere il volo alla mattina presto che ci riporterà in Italia.

  1. #1 by ilario on December 30, 2014 - 12:53 pm

    Sono di padova e vorrei questa estate andare in Iran ti posso contattare per avere informazioni e consigli per questo viaggio.
    Ciao e grazie
    Ilario Giacometti
    ilariog@abilene.it

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