Archive for November, 2006

Io telelavoro: meno tasse?

Io sono uno dei pochi fortunati in Italia che telelavora. Esclusi alcuni giorni in cui devo andare presso un cliente, la maggior parte del mio tempo lavorativo lo passo a casa. Lavorando per una azienda informatica per me è semplice: sono anni che esistono strumenti come le chat, le videochiamate via internet, la mail e svariati software collaborativi; io e i miei colleghi siamo sempre stati abituati a usarli.

Ci sono però molte altre attività che potrebbero essere svolte, almeno parzialmente, via telelavoro. Perché quindi il telelavoro non è diffuso in Italia? Capisco, da imprenditore, anche la diffidenza da parte di chi dirige o gestisce una azienda; è sempre meglio “vedere” il dipendente, essere sicuri di averlo a disposizione “brevi manu”, fare in modo che il contatto con i colleghi ne stimolino il lavoro, etc. etc.

Infatti l”ideale per chi telelavora io credo includa anche degli incontri regolari “de visu” con colleghi e clienti: starsene “chiusi” a casa è un po” deprimente, specie se non abiti in un bel posto :-) . Però resta questa “diffidenza” da parte dell”imprenditore, che se non viene aiutato a perderla, non ha motivo per concedere il telelavoro, almeno in parte, a qualche dipendente.

Mi chiedo quindi perché l”incentivo non glielo da lo stato? Perché non diminuire le tasse per ogni dipendente a cui una azienda permette il telelavoro? In fondo lo stato ci guadagna: se ho un 10% di persone in più che telelavorano, ho un 10% di traffico in meno, quindi 10% in meno di incidenti, 10% in meno di lavori stradali da fare siano essi di manutenzione o di ampliamento; ho il 10% in meno di smog, 10% in meno quindi di persone che si ammalano (e sappiamo quanto costa la sanità: perché infatti lo stato vuole ridurre i fumatori pur prendendo soldi dalla vendita delle sigarette?).

Dico male? Mi sembra così semplice la cosa, così di buon senso, che evidentemente mi sbaglio.

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Ubuntu e UMTS

Sono stato a trovare un amico negli ultimi 3 giorni, e dato che erano comunque bene o male giorni lavorativi, ho dovuto portarmi appresso computer e cellulare, per collegarmi in ufficio via UMTS.

La connessione a internet via telefonino è stata piuttosto banale: basta informarsi su un paio di stringhe da passare al modem che dipendono dall’operatore che si usa e si va di normale gnome-ppp; su internet ci sono molte guide in tal senso, percui non ripeto qui i banali passaggi che ho seguito.

Però vorrei lamentarmi del collegamento UMTS, che è stato a dir poco penoso ovunque io sia andato (e stiamo parlando della regione Lombardia, non l’ultima d’Italia in teoria). In pratica l’UMTS non ha mai funzionato e sono sempre stato “calato” a GPRS, con probabilmente al massimo un paio di canali. In pratica mai fatto più di 20-25kbps. Ho dovuto rimanere collegato delle ore per fare della banale manutenzione su un server e per fortuna che esiste ssh -C e vi è decisamente un amico in questi casi, ma mi sembrava di aver fatto un passo indietro di almeno 15 anni.

Ora ci mancherà solo che mi arrivi una bolletta astronomica per questo popo’ di servizio!

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