Io telelavoro: meno tasse?


Io sono uno dei pochi fortunati in Italia che telelavora. Esclusi alcuni giorni in cui devo andare presso un cliente, la maggior parte del mio tempo lavorativo lo passo a casa. Lavorando per una azienda informatica per me è semplice: sono anni che esistono strumenti come le chat, le videochiamate via internet, la mail e svariati software collaborativi; io e i miei colleghi siamo sempre stati abituati a usarli.

Ci sono però molte altre attività che potrebbero essere svolte, almeno parzialmente, via telelavoro. Perché quindi il telelavoro non è diffuso in Italia? Capisco, da imprenditore, anche la diffidenza da parte di chi dirige o gestisce una azienda; è sempre meglio “vedere” il dipendente, essere sicuri di averlo a disposizione “brevi manu”, fare in modo che il contatto con i colleghi ne stimolino il lavoro, etc. etc.

Infatti l”ideale per chi telelavora io credo includa anche degli incontri regolari “de visu” con colleghi e clienti: starsene “chiusi” a casa è un po” deprimente, specie se non abiti in un bel posto :-) . Però resta questa “diffidenza” da parte dell”imprenditore, che se non viene aiutato a perderla, non ha motivo per concedere il telelavoro, almeno in parte, a qualche dipendente.

Mi chiedo quindi perché l”incentivo non glielo da lo stato? Perché non diminuire le tasse per ogni dipendente a cui una azienda permette il telelavoro? In fondo lo stato ci guadagna: se ho un 10% di persone in più che telelavorano, ho un 10% di traffico in meno, quindi 10% in meno di incidenti, 10% in meno di lavori stradali da fare siano essi di manutenzione o di ampliamento; ho il 10% in meno di smog, 10% in meno quindi di persone che si ammalano (e sappiamo quanto costa la sanità: perché infatti lo stato vuole ridurre i fumatori pur prendendo soldi dalla vendita delle sigarette?).

Dico male? Mi sembra così semplice la cosa, così di buon senso, che evidentemente mi sbaglio.

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