Archive for November, 2006

Zanzare

Ieri sera ho ucciso una zanzara (no, non mi sento in colpa). Anche stamattina ho ucciso una zanzara in casa. L’altro giorno, ne ho viste a migliaia lungo l’argine del fiume. Comincio a preoccuparmi,

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Non se ne parla proprio

Mesi fa ho appreso da un canale televiso locale, che a Tezze sul Brenta ci sarebbe stata una falda acquifera inquinata dal cromo esavalente. La notizia veniva data di sfuggita, in un breve servizio di secondo piano, con molta superficialità.

Mi ricordo che rimasi colpito: “ma come, c”è del cromo esavalente in una falda acquifera, da cui magari prendono pure acqua per bere e se ne parla così, di sfuggita?”.

Io non so molto del cromo esavalente, ma so che in concentrazioni elevate non è cosa buona e giusta. Wikipedia riporta “i composti del cromo esavalente sono molto tossici se ingeriti: la dose letale di composti di cromo esavalente è di circa mezzo cucchiaino da tè. La maggior parte dei composti del cromo esavalente sono irritanti per gli occhi, la pelle e le mucose, ed una esposizione cronica ad essi può causare danni permanenti agli occhi, se non adeguatamente curati. Il cromo esavalente è un famoso agente carcinogeno per gli esseri umani.”

Molti di voi forse avranno sentito parlare del cromo esavalente grazie a un film, Erin Brockovich, con Julia Roberts. Il film, lo ricordo, era tratto da una storia vera.

Dato che il cromo esavalente è così dannoso; dato che nella falda in questione è stato trovato cromo esavalente in concentrazione pari a 170-200 microgrammi per litro (35-40 volte più del massimo consentito!!!); dato che da quelle parti prendono l”acqua la San Benedetto e l”Acqua Vera, due note marche di acqua minerale, chiedo perché non se ne parla proprio? Perché non ne parlano i giornali, la stampa, la televisione?

Forse perché è una bufala e non c”è da preoccuparsi? Sembrerebbe di no, perché c”è una sentenza che ha sancito la responsabilità dell”industria Galvanica PM e a Paolo Zampierin (il titolare) per l”inquinamento delle falde con cromo esavalente.

Quindi qualcuno mi spiega dove sta l”inghippo? La cosa forse non è così grave come appare a me? Ci sono forse degli interessi (non saprei quali) tali per cui non se ne deve parlare? Qualcuno ne vuole parlare?

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Red Hat al NYSE

Red Hat ha annunciato di aver richiesto di essere quotata al NYSE, anziché al NASDAQ. Questa mossa serve a “dare maggiore visibilità a Red Hat tra gli investitori, ridurre la volatilità del titolo e un avere un prezzo più efficiente”.

Il NASDAQ infatti è un mercato che potremmo banalmente definire, per matricole. Passare al NYSE è segno di maturità e di stabilità del business. Non può che far piacere per Red Hat e per il mercato Linux in generale. Specie fino a che Red Hat continuerà a comportarsi in modo onesto con la comunità, come ha sempre fatto.

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Currency e globalize

Proge, il semi-quasi-gestionale in ruby on rails che sto cercando di scrivere, deve ovviamente gestire dei campi monetari; basta pensare all’ammontare di una fattura, o alla registrazione in contabilità di un movimento. Dato che sto usando il plugin globalize per l’i18n dell’applicazione (anche se al massimo, la userò solo io :-) ), ho pensato di avere il campo monetario localizzato a sua volta.

La documentazione mi ha un po’ tratto in inganno, percui lascio un paio di appunti sul blog a futura memoria e sperando che possano essere d’aiuto anche a altri.

Quello che volevo fare era avere un campo “price” salvato sul database come integer (sul perché è un male gestire queste cose con un float, c’è parecchia documentazione in giro) e che potesse essere gestito con la localizzazione.

Nel modello dell’oggetto, chiamiamolo nell’esempio “prodotto”, la documentazione dice di aggiungere:

composed_of :price, :class_name => “Globalize::Currency”, :mapping => [ %w(price cents) ]

Quando in una view farò <%= @product.price %> questo mi verrà visualizzato opportunamente localizzato.

E fin qua è facile. Il problema era che non capivo come salvare quel campo, lasciando libero l’utente di inserire un valore nel campo price seguendo le convenzioni della locale impostata. Insomma, se sono italiano, voglio essere libero di inserire 6,52 per esperimere 6 euro e 52 centesimi, e inserire 7.64 per inserire 7 dollari e 64 centesimi se sono americano: il controller dovrà salvare rispettivamente 652 e 764 nel database.

Nella view del classico _form.rhtml avrò l’ancora più classico:



<%= text_field 'pp', 'price' %>

Mentre nel controller, avrò:

@product.price = Currency.parse(@params[:pp][:price]).cents

In pratica devo fare il parsing del valore passato nel form, tramite la funzione della classe Currency e dovrò poi prendere l’attributo cents; dalla documentazione questo non era chiaro, sembrava che parse avrebbe fatto tutto, invece leggendo il codice ho capito dove stava l’inghippo.

Ah, infine, affinché il parse funzioni con qualsiasi locale bisogna patchare globalize con questa patch, altrimenti lui capisce solo valute americane.

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Strade nuove

Posso lamentarmi di una stupidata? Tre giorni fa hanno rifatto l’asfalto a una stradina vicino a casa mia; ho pensato: “che stupidata, è una strada in cui non ci passa nessuno e non era nemmeno messa male “. Ho anche pensato che il comune evidentemente ne aveva di soldi nostri da buttare, ma pazienza.

Oggi ripasso per quella strada e che ci trovo? Degli operai che con il martello pneumatico bucano tutta la strada per dei lavori di tubature. Ma dico? Siamo uomini o caporali? Possibile che non ci sia mai coordinamento su ste cose? Bisogna proprio sprecarlo il denaro pubblico, per quanto poco sia?

Scommettiamo che fra 3 giorni, dopo che hanno chiuso rattoppando la strada appena asfaltata, verrà qualche altro operaio, per rompere nuovamente la strada e fare altri lavori su altri tubi?

Mah … andrà bene così …

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Novell e l’accordo con Microsoft

Avete sicuramente sentito parlare dell’accordo con Microsoft fatto da Novell. Avrete anche ormai capito, spero, che si tratta di un accordo di “non belligeranza” sui rispettivi brevetti, essenzialmente; dal punto di vista commerciale, l’accordo, ha ben poco valore: Microsoft non consiglierà Linux ai propri clienti. Al massimo Novell avrà qualche possibilità in più di rendere i propri sistemi più “windows-friendly”.

L’accordo sui brevetti e più in generale l”accordo con Microsoft porterà dei benefici a Novell nel breve termine (è notizia di poco fa che Microsoft paga qualche centinaio di milioni di dollari a Novell per non avere rotture con i suoi brevetti), ma sul lungo termine danneggierà Novell.

Questo perché mai nessuna azienda che si è accordata con Microsoft ne ha tratto beneficio: la più grande potenza del mondo (informatico) non fa accordi “alla pari” con nessuno. Inoltre l”accordo sui brevetti danneggierà sul lungo termine l”immagine di Novell in ambito comunity e nessuna azienda del settore Linux ha mai fatto bene senza il supporto della comunità.

Se avete azioni Novell, tenetele nel breve termine, ma vendetele presto.

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